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Bologna e Provincia
Osservanza di Bologna
Osservanza di Bologna
Storia      Attività
Storia
Il convento e la chiesa di S. Paolo in Monte, oggi detti dell'Osservanza, risalgono al 1403 quando Papa Bonifacio IX, con bolla del 23 marzo, concesse a fra Giovanni da Stroncone, coadiutore e successore del B. Paolo da Trinci nel promuovere la riforma Osservante, di ricevere un luogo fuori Porta S. Mamolo, presso Bologna. Non va tralasciata un'insistente tradizione che vuole questo luogo frequentato da S. Antonio di Padova durante la sua dimora a Bologna negli anni 1224-27. Una recente scoperta di ceramiche francescane, in una discarica accanto al convento, conferma la presenza dei religiosi sul colle fin dagli inizi del 1300; la documentazione viene convalidata da planimetrie secentesche dove è evidenziata una cappella, restaurata di recente, dedicata al Santo di Padova.

Il convento, gia completo nel 1417, venne ampliato nuovamente nel 1446. Il Quattrocento è il suo grande secolo: divenne celebre per la presenza di S. Bernardino da Siena e di tutti i santi della riforma Osservante: fu sede di Capitoli Generali come quello del 1431, presieduto da S. Bernardino; quelli del 1436 e 1455 presieduti da S. Giovanni da Capestrano).
Da questi Capitoli i papi trassero Nunzi e Delegati destinati in Oriente per l'unione delle Chiese e per condurre gli Armeni al Concilio di Firenze, e predicatori, come il B. Mareo da Bologna.

Nel 1473, il 23 aprile, il B. Michele Carcano scese dal colle per istituire a Bologna il "Mons pietatis", divenuto poi la Banca del Monte.
Si intrecciò un intenso rapporto con lo +Studium Bononiense;, e l'Osservanza divenne un centro di cultura con un proprio +Studio;.
Il crescente numero di religiosi dediti allo studio consigliò di acquistare nel 1465, ai piedi del colle, alcuni edifici e un'area di terreno che divennero il complesso dell'Annunziata.
L'Osservanza, nel '500, si trasformò in convento di ritiro.

Nel 1601 il convento dell'Osservanza fu assegnato ai Riformati che gli diedero nuova vita riportandolo allo splendore passato. Il convento fu dotato dell'infermeria e di una ricca biblioteca con libri preziosi e rari codici.
Nel 1659 si costruì l'attuale Via Osservanza e il viale acciottolato, rifatto nel 1982 dall'Amministrazione comunale, in occasione dell'VIII centenario della nascita di S. Francesco.

Nel 1761 fu innalzata la croce monumentale ai piedi della salita e nel 1771 furono costruiti i pilastri della Via Crucis, con bassorilievi in terracotta di Gaetano Pignone. Il 19 giugno 1769 Luigi Galvani professò la Regola dell'OFS nella chiesa de1l'Osservanza.

Nel 1810, a causa della soppressione napoleonica, il complesso con i suoi cimeli e le sue opere d'arte passò al demanio; poi fu acquistato dal ministro Antonio Aldini, che abbattè la chiesa e parte del convento, per recuperare materiale per la costruzione di Villa Aldini.

Terminata la bufera napoleonica i religiosi dispersi si raccolsero in un conventino a S. Lazzaro di Savena, in attesa di ritornare alla loro Osservanza; nel 1824 il convento fu acquistato dalla signora Baccilieri che lo ridonò ai religiosi.

Ne1 1826 si intraprese la costruzione della nuova chie-a, in stile neoclassico basilicale, su disegno dell'architetto Vincenzo Vannini (consacrata dal Cardinale Carlo Oppizzoni il 13 luglio 1828). I religiosi fecero ritorno processionalmente all'Osservanza, il 4 agosto dello stesso anno, da S. Lazzaro.

Nel 1867, a seguito della soppressione italiana, i religiosi furono nuovamente dispersi, ma riuscirono a salvare la ricomposta e ricca biblioteca. Rientrarono nel 1880.

Nel 1884, a causa del lungo ahbandono per la soppressione, si dovette procedere alla sostituzione del soffitto della chiesa a plafone, ornato da tele di Filippo Pedrini, con un soffitto a volte, piu povero.

Dal 1880 l'Osservanza divenne sede di uno dei primi collegi serafici d'Italia; il convento fu riscattato definitivamente e fu riportata alla venerazione dei fedeli la +B.V. delle Grazie;, l'Immagine della Vergine lasciata ai religiosi dell'Osservanza da S. Bernardino da Siena, durante la sua predicazione quaresimale in S. Petronio nel 1423.

Successivamente, esigenze logistiche, imposero trasformazioni, spesso affrettate, che modificarono notevo1mente l'architettura del convento.
Durante l'ultimo conflitto parte del convento fu distrutto dall'incursione aerea del 1 dicemhre 1944. Nel 1945 ripresero subito i lavori di ricostruzione e di adattamento. Il co11egio serafico ritornò ad ospitare un numero sempre crescente di fratini. Negli anni 1950-60 si impose una radicale ristrutturazione del collegio, che modificò totalmente il profilo architettonico dell'Osservanza.

Recentemente (dal 1980 al 1987) si è intervenuto in modo sostanziale nel restauro delle strutture architettoniche e statiche della chiesa per ridarle la sua originale bellezza neoclassica; si e rifatto ex-novo il coperto e l'intera pavimentazione alla veneziana e sono stati restaurati tutti i dipinti e le terrecotte policrome. Con il completamento della facciata della chiesa, con l'aggiunta (1993) dell'ala destra, demolita nel 1950 perchè pericolante, si e venuto a dare un significato di ritiro e di meditazione alla cappella rustica, costruita nel 1956,dedicata a S. Antonio di Padova.

Altri restauri recenti: quello della biblioteca secentesca, con l'aggiornamento poderoso di opere per la sezione storica ed umanistica, inaugurata da Giovanni Spadolini (1991) e quello del chiostrino, che ha ritrovato il suo candore semplice; la messa in opera di una cancellata in ferro sul sagrato (1993).