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Modena e Provincia
San Cataldo di Modena
San Cataldo di Modena
Storia     Attività non presente
Storia
Nel 1702 il Duca di Modena Rinaldo I d'Este insediò i Frati Minori Riformati nella parrocchia dei Santi Cataldo e Giacomo, a nord-ovest della città, a due km. dal centro. La chiesa, nella sua ultima ristrutturazione, risaliva al 1563.
La casa parrocchiale venne adattata dai frati a convento, ma poi venne demolita e venne costruito un nuovo convento, la cui prima pietra fu posta il 12 giugno 1718 (terminato solo nel 1755).
Spogliati del convento nella soppressione napoleonica (1810), i frati poterono ritornarvi, ma ne vennero nuovamente estromessi dalla soppressione italiana. Resto loro 1'abitazione per i responsabili della parrocchia, mentre il restante convento venne adibito ad usi scolastici. Solo dopo la seconda guerra mondiale ritorno completamente ai religiosi.
Alla fine del secolo XIX i frati avevano pero ripreso 1'uso completo del convento, come affittuari per la parte non di loro proprietà.
La chiesa, divenuta ormai cadente, venne demolita e il 2 agosto 1880 venne posta la prima pietra dell'attuale. In breve terminata, fu consacrata il 1 ottobre l882. Su disegno del modenese Carlo Barberi, e di stile gotico del Novecento, a tre navate.
Dello stesso ingegnere è il campanile costruito negli anni 1904-1907.
Il convento fu sede dello studentato filosofico (liceo) prima del secondo conflitto mondiale e sede del Collegio Serafico poi (in questo periodo fu possibile riacquistare la proprietà dell'intero complesso).
Nel 1960 le funzioni parrocchiali sono state trasferite alla nuova chiesa di S. Antonio di Padova in Cittadella. Il 12 febhraio 1992 grande parte del convento e del1'area pertinente e stata ceduta in comodato alla diocesi di Modena che vi ha realizzato un'imponente opera sociale +Porta Aperta;, a beneficio specialmente degli extra-comunitari.
La chiesa di S. Cataldo ha anche la caratteristica di +santuario; perche vi si venera (cappella a sinistra dell'altare maggiore) 1'immagine della Madonna del Murazzo. La Madonna del Murazzo è cosi chiamata perchè si trovava su di un antichissimo muro, a meno di un chilometro da Modena, fuori Porta S. Agostino, lungo la Via Emilia, fattavi dipingere nel 1644 da Camillo Vignoli, cittadino modenese, e ciò in riconoscenza alla Vergine per averlo scampato da morte, un giorno che, sbalzato di sella da un furioso cavallo, andò ad urtare col capo su di un macigno, poco lontano dal suddetto muro. L'immagine della Madonna è dipinta su d'una tavoletta di pioppo, ha in braccio il Bamhino in atto di benedire con una mano e di sostenere il mondo con 1'altra.
Nella chiesa di S. Cataldo sono sepolti il Servo di Dio P. Candido Barbieri (1819-1907) e Maria Regina Pedena (1812-1827) la +Santa Maria Goretti modenese;, giovane martire della purezza.