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Parma e Provincia
SS. Annunziata di Parma
SS. Annunziata di Parma
Storia      Attività
Storia
I Frati Minori giunsero a Parma nei primi decenni del Duecento e si sistemarono, poco dopo, nel convento di S. Francesco a1 Prato.

Permanendo i Minori Conventuali a S. Francesco, i Minori Osservanti nel 1447 trovarono la propria dimora fuori Porta Nuova, nell'attuale zona della Cittadella, dove costruirono un convento e una chiesa dedicata all'Annunziata.

Nel 1545 il Duca Pier Luigi Farnese, per motivi strategici e difensivi, demolì tutti gli edifici che si trovavano fuori dalle mura della città. Tale sorte tocco anche al convento e alla chiesa dell'Annunziata.

Il sacerdote Don Giovanni Riva, parroco dei Santi Gervaso e Protaso, nel 1547 ospitò i fratinella propria canonica, in località Capo di Ponte sulla sponda del fiume che divide la città, e concesse loro di svolgere gli atti di culto nella sua chiesa. Scomparso Don Giovanni Riva, il tutto passò nelle mani dei frati, con l'attribuzione ufficiale della cura parrocchiale nel 1616.

La chiesa era molto piccola e si penso di sostituirla con un'altra piu grande e più bella, dedicandola, come la precedente della Cittadella, alla Vergine Annunziata.

La costruzione fu iniziata il 9 maggio 1566 su disegno del celebre architetto Giambattista Fornovo. I lavori vennero affidati al capomastro Giovanni Domenico Campanini, il qua1e, in un primo tempo, innalzò i muri perimetrali della chiesa fino al cornicione; poi costrui le dieci cappelle radiali. Il 20 novembre 1585 morì 1'architetto Fornovo e i lavori furono sospesi. Si ripresero alcuni anni dopo dallo stesso capomastro, che coprì la chiesa con un semplice tetto, poggiante sopra due enormi pilastri, posti ai lati dell'interno ovale.

La notte dell'Ascensione dell'anno 1626 parte del tetto cadde. Un gruppo di dame, capeggiate dalla Duchessa Margherita Farnese - alle quali si unirono alcuni nobili cavalieri -, raccolsero le offerte necessarie per la costruzione della cupola.

L'esecuzione dei lavori fu commissionata all'architetto romano Girolamo Rainaldi che modellò la cupola a forma ellittica, senza tamburo, giudicandola piu sicura di quella ideata dal Fornovo. L'opera è risultata comunque arditissima.

La pianta della chiesa risulta composta di due semicircoli, uniti a un quadrato; il diametro maggiore, omesse le cappelle, è di m. 31,23, il minore è di m. 20,30, senza calcolare 1'atrio interno e 1'abside. E' da notare che la pianta dell'Annunziata è una delle otto riprodotte alla voce "Architettura" nell'Enciclopedia Cattolica.
Moltissime opere d'arte nella chiesa.

La parte piu nobile e preziosa della chiesa è costituita dall'altare maggiore, realizzato su disegno di Antonio Brianti, in stile barocco, in marmi e metalli preziosi.

La chiesa dell'Annunziata - esterno e interno - e di grande originalità e bellezza.
In fondo al coro una pala di Francesco Zaganelli da Cotignola, eseguita nel 1518 per 1'antica chiesa dell'Annunziata di fuori Porta Nuova. Quando quella chiesa venne demolita per ordine di Pier Luigi Farnese, i frati portarono con sè il quadro e lo conservarono fino a collocarlo ove si trova adesso.
Sono meritevoli di attenzione i due sepolcri nelle pareti dei due passaggi, ai lati del presbiterio. Il primo è del P. Luigi Canali da Parma (1836 - 1905)parroco e guardiano dell'Annunziata, Ministro Provinciale, Ministro Generale dell'Ordine, Arcivescovo titolare di Tolemaide. Il secondo sepolcro e del giurista Domenico Bocchi, che contribuì alla fondazione dei Monti di Pieta di Parma, collaborando con il B. Bernardino da Feltre.

Il grande convento, nella sua struttura quadrangolare, con 1'ampio chiostro, si presenta maestoso nelle linee dell'architettura farnese del Cinquecento. E un'oasi di pace e di silenzio nella città. Il lato adiacente all'abside fu costruito insieme alla chiesa. Le altre ali successivamente: i1 lato sud, che completò il quadrilatero, negli anni 1681-89.

Nel convento è conservata intatta la camera di P. Lino Maupas (1866-1924) apostolo della carità.
Ricchissima la biblioteca e il corredo di opere d'arte del convento. Fra le altre cose è conservato lo strascico regale che fu donato, assieme ad altri abiti personali, da Maria Luigia d'Austria, Duchessa di Parma, per rivestire le figure ad altezza naturale del presepio della SS. Annunziata.

Il cimelio piu significativo è la pietra nerastra murata nella chiesa a lato della cappella di S. Francesco, su cui è incisa la scritta: Petram hanc S.m Franciscum Parmae concionantem sustinuisse traditur (Questa è la pietra su cui, secondo la tradizione, S. Francesco predico a Parma).Verosimilmente il piccolo podio su cui il Santo parlò alla gente sulla piazza maggiore nel suo passaggio a Parma durante 1'inverno 1221/22.

Nel 1984 sono iniziati radicali restauri del complesso, ad opera della Soprintendenza ai beni Ambientali e Architettonici dell'Emilia.

Negli anni 1962-68 accanto al convento è sorto 1'imponente complesso delle "Opere di P. Lino", comprendente l 'Opera Universitaria, il pensionato per gli studenti universitari e la Mensa del P. Lino.